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St. Bernard of Clairvaux - Un cuore ardente per Lei

Data: 30 gennaio 2007
Autore: Cristina Palici
Categoria: Vita spirituale

Lo aveva lui nel petto e riusciva ad infiammare quello di chi si accostava alle sue opere. Parliamo di S. BERNARDO da Chiaravalle (1091-1153), uno dei primi monaci cistercensi, terzo padre medievale e ultimo padre della Chiesa in ordine cronolo-gico, il quale fu un faro di luce spirituale che illuminò tutta l’Europa occidentale del XII secolo. Bernardo, infatti, fu capace di recu-perare in maniera originale e geniale il pen-siero cristiano precedente a lui.

Dottore mariano

Tra i dottori della Chiesa è conosciuto come il Dottore mariano, ma non perché abbia scritto tanto sulla Madonna o perché avrebbe rivelato nuovi aspetti teologici dogmatici sulla Vergine di Nazaret. Di fat-ti gli scritti di Bernardo dedicati a Maria sono poco numerosi e poche anche le allu-sioni alla Madre del Cristo nell’insieme della sua ricca opera. Però tutti i suoi scrit-ti e la sua vita sono impregnate di lei: anche quando Bernardo non ne parla, Maria è sempre presente, ad esempio negli scritti dove esorta i fratelli al silenzio, all’umiltà, alla purezza del cuore, all’obbe-dienza filiale, tutte virtù che, secondo il santo, non solo brillano in Maria, ma di cui ella ne è la dispensatrice.

Quello che gli valse il titolo di Dottore mariano fu perciò il suo cuore acceso per Maria, la sua tenerissima e soave devozio-ne verso la Madre del Salvatore. Dai suoi sermoni dedicati a lei, la Chiesa ha tratto non poche pagine celestiali e calde di pietà per la sacra liturgia. La tradizione di chiu-dere la giornata di preghiera con il Salve Regina o un’altra antifona mariana deriva pure da una sua idea. Aveva tanta fiducia nella sua potente intercessione da afferma-re che “Dio ha voluto che noi nulla ottenes-simo, che non passi per le mani di Maria”. Nel suo pensiero “essa è la nostra media-trice” e noi riceviamo lo Spirito che “tra-bocca, si riversa da lei”.

Mostrando la Sorgente

Le sue “Lodi alla Vergine Madre” sono tra le più celebri, non perché dicono qual-cosa di nuovo sulla Madonna, ma perché a loro volta infiammano il cuore per lei, la rendono viva, presente, palpabile a coloro che leggono le omelie. Egli ammira la fede della Vergine, si entusiasma per la sua umiltà, si lascia abbagliare dalla sua purez-za radiosa. Ma tutto con un unico scopo: portare i cuori ad abbeverarsi a questa “fontana che irrora i giardini”.

Il suo stile vivace, fiorito, abbondante e sentenzioso è cosi dolce da attirare l’animo del lettore, dilettarlo ed elevarlo nel cuore della Madre. È così soave da alimentare e dirigere la devozione verso di lei, da indurre l’animo a seguirla. Perché la Madre è la stel-la che guida a Gesù, l’acquedotto che comu-nica le grazie che sgorgano dalla Sorgente. È colei che distribuisce i benefici di Dio e restaura l’Universo. Di lei, in una delle ome-lie della maturità, Bernardo scrive: “In te et per te ed de te benigna manus omnipotentis quidquid creaverat recreavit”- In te e per te da te la mano benigna dell’Onnipotente ricrea tutto ciò che ha creato.

Il mistero del “Fiat”

Proprio per questo motivo Bernardo contempla Maria, per imparare a lasciarsi restaurare e ricreare da Dio. E contemplan-do ciò che Dio fece in Lei con l’Incarna-zione, appunto questa ri-creazione, arriva a dire: “Ogni anima, benché piena di pecca-ti, irretita nei vizi, schiava delle passioni, prigioniera dell’esilio… condannata e pri-va di speranza… tuttavia può scorgere in sé tanto, da poter non solo dilatare l’animo ala speranza del perdono, della misericor-dia ma perfino da osar aspirare alle nozze del Verbo, da non temere di stringere patto d’alleanza con Dio, da non dubitare di stringere soave giogo d’amore con il re degli angeli”, come Maria.

Nelle “Lodi alla Vergine” è mediante Maria che Bernardo descrive il mistero di Dio e quello dell’uomo, il mistero del “Fiat!” per cui il rapporto uomo-Dio ha ini-zio e può invadere l’anima del cristiano ren-dendola feconda di Dio. Compaiono due figure in particolare destinate ad aiutarci a dire il nostro “Fiat” a Dio: la figura della Vergine come stella e come amante divina.

La Stella del mare

Maria è la stella del mare, la guida di ogni uomo, la guida della storia perché lei è l’umanità perfetta: essendo il vertice dell’u-manità, ella riassume in sé la storia umana. L’uomo non è più solo nella sua ricerca di Dio, non è più abbandonato all’insicurezza del mare nell’oscurità della notte: un punto fermo e apparso in cielo: la Madre. “Oh, chiunque tu sei, tu che nell’ondeggiare del-le vicende di questo mondo, più che cammi-nare per terra hai l’impressione di essere sballottato tra i marosi e le tempeste, non distogliere gli occhi dal fulgore di questa stella. Se insorgono i venti delle tentazioni, guarda la stella, invoca Maria… nei peri-coli, nelle angustie, nelle incertezze, pensa a Maria, invoca Maria. Ella non si parta mai dal tuo labbro, dal tuo cuore. E perché tu abbia ad ottenere aiuto dalla Sua pre-ghiera, non abbandonare mai l’esempio della sua vita raccolta in Dio”.

Le insidie di una attività eccessiva

Su questo Bernardo punta: può vivere e amare come Maria chi prega come Maria, chi vive continuamente raccolto in Dio. Per questo occorre guardarsi, diceva il santo, dai pericoli di un’attività eccessiva, qua-lunque sia la condizione e l’ufficio che si ricopre - sia pure nel Governo della Chiesa! - perché “le molte occupazioni conducono spesso alla durezza del cuore, non sono altro che sofferenza dello spirito, smarrimento dell’intelligenza, dispersione della grazia”.

È un messaggio molto attuale che papa Benedetto, il 20 agosto di quest’anno -festa di s. Bernardo - riprese, indirizzando-lo soprattutto ai sacerdoti e ai consacrati: “Quanto è utile anche per noi questo richiamo al primato della preghiera! Ci aiuti a concretizzarlo nella nostra esistenza

s. Bernardo, che seppe armonizzare l’aspi-razione alla solitudine e alla quiete (…) con l’urgenza di missioni importanti al ser-vizio della Chiesa. Affidiamo questo desi-derio difficile di trovare l’equilibrio tra l’interiorità e il lavoro necessario, all’inter-cessione della Madonna, che Bernardo sin da fanciullo amò con tenera e filiale devo-zione sì da meritare il titolo di Dottore mariano”.

 

Fonte: Echo of Mary ( www.ecodimaria.net ^ )

 


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