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I Vescovi a Medjugorje e a proposito di Medjugorje nel 2003

Data: 8 settembre 2006
Categoria: Pastori della Chiesa , Medjugorje nella Chiesa

Aprile 2003

Dr. Franc Rode, Arcivescovo di Ljubljana (Slovenia)

Il dr. Franc Rode, Arcivescovo di Ljubljana (Slovenia), ha espresso la sua posizione sul fenomeno delle apparizioni della Madonna a Medjugorje il 26 Aprile 2003, in una intervista a Radio “Mir” Medjugorje:

“La mia posizione sul fenomeno di Medjugorje è identica a quella dei Vescovi Croati. Medjugorje esiste e questo è un fatto. Le persone vi si recano e io vedo che Medjugorje è un luogo di grazia. Molti fedeli della Slovenia che sono stati là, hanno detto di aver ricevuto grandi grazie! Si sono Confessati, sono tornati alla vita della Chiesa e hanno iniziato a vivere una vita Cristiana. Questa è una grazia che hanno ricevuto a Medjugorje. Perché non permettere questo? Io non ho nulla contro il fatto che la gente si rechi là. Comunque, nello stesso tempo, attendo che le competenti e legittime autorità della Chiesa si pronuncino sulla questione di Medjugorje e credo che ciò avverrà presto”.

Maggio 2003

Mons. Luigi Bommarito, Arcivescovo emerito di Catania (Italia)

Mons. Luigi Bommarito, Arcivescovo emerito di Catania (Italia), è stato in visita privata a Medjugorje del 1° al 4 Maggio 2003. Il Signor Domenico Volpini, deputato, lo accompagnava. Mons. Bommarito ha partecipato al Programma di Preghiera del Santuario e Domenica 4 Maggio ha presieduto la Santa Messa per i pellegrini italiani.

Giugno 2003

Mons. Salvador Pineiro Garcia-Calderon, Vescovo militare a Lima (Perù)

Mons. Salvador Pineiro Garcia-Calderon, Vescovo militare a Lima (Perù) è stato a Medjugorje dal 7 al 9 Giugno 2003. Questo è ciò che ha detto: “La fede qui è viva, qui posso sentire quanto ogni persona abbia bisogno di Dio. Mentre salivo il Monte della Croce ho visto molti giovani e anziani, sani e malati pregare sinceramente. E’ evidente che Dio è lodato qui, e ringrazio Dio per questo”.

Mons. Fra Angelo Massafra, Arcivescovo di Skadra (Albania)

Mons. Angelo Massafra, francescano, Arcivescovo di Skadra (Albania) ha visitato per la prima volta Medjugorje il 23 Giugno 2003. E' venuto a Medjugorje tornando da Banja Luka dove ha partecipato alla Celebrazione Eucaristica col Santo Padre ed è stato presente alla Beatificazione di Ivan Merz.

Mons. Massafra segue dall'inizio gli avvenimenti di Medjugorje. Si unisce con i suoi fedeli all'invito della Madonna alla preghiera per la pace: per la pace in Albania, in Erzegovina e in tutto il mondo.

Luglio 2003

Mons. Gerard Ndlovu, Vescovo emerito di Umzimkulu (Repubblica Sudafricana)

Mons. Gerard Ndlovu, Vescovo emerito di Umzimkulu (Repubblica Sudafricana), ha trascorso a Medjugorje leprime due settimane di Luglio 2003. Insieme a numerosi Sacerdoti di tutto il mondo ha anche partecipato all’Incontro internazionale dei Sacerdoti e ne è stato profondamente colpito.

Questo è ciò che ha detto riguardo a Medjugorje:

“La devozione verso la Madonna e la fiducia in Lei in alcune aree è molto debole, se non assente. Per alcune persone è impossibile accettare il fatto che la Madonna abbia tempo di apparire ogni giorno. Io personalmente trovo che questa sia una profonda sfida alla nostra fede, se crediamo che nel piano di salvezza universale non c’è nulla di improvviso, che tutto era, è e sarà sempre nel piano di Salvezza.

Personalmente, io non ho alcun problema a credere che la Madonna possa apparire a Medjugorje, anche quotidianamente. Lei potrebbe anche apparire in modo permanente, considerando che Lei è sempre con noi dovunque. Noi non la vediamo, ma Dio può rendere possibile che Lei sia vista in alcuni luoghi. Perciò io credo che Lei possa essere vista a Medjugorje quotidianamente.

Io trovo la sfida a Medjugorje assolutamente in accordo con gli insegnamenti della Chiesa e con l’insegnamento Teologico che abbiamo ricevuto come Sacerdoti. Io la trovo anzi una sfida a mettere in pratica ciò che abbiamo già imparato. Vorrei chiamare Medjugorje “un luogo di ruminazione”. Qui io vengo provocato a portare tutto ciò che ho insegnato nel mio cuore, nella mia anima e a pormi domande sulla mia vita.

Sono profondamente colpito da ciò che avviene qui a Medjugorje: dal fatto che prevale lo spirito di preghiera e di consacrazione. Sono stato all’incontro dei Sacerdoti e sono rimasto colpito dalla fraternità, dallo spirito fraterno tra Sacerdoti provenienti da diversi paesi. C’era serietà nella puntualità, nella preghiera e nell’attenzione. Essi erano affamati. I ostri relatori sono stati eccellenti.

Il mio consiglio è breve: “Venite e fate voi stessi esperienza”.

Mons. Franjo Komarica, Vescovo di Banja Luka (Bosnia Erzegovina) ha consegnato un riconoscimento a Radio “Mir” Medjugorje

Il 14 luglio si è tenuto un ricevimento ufficiale nel Vescovado di Banja Luka, in occasione della conclusione di tutti i lavori legati alla visita del Santo Padre, avvenuta il 22 Giugno.

Mons Komarica ha consegnato un’onorificenza e un riconoscimento a Radio “Mir” Medjugorje, che ha trasmesso in preparazione della visita e la visita del Santo Padre in Bosnia Erzegovina.

Mons. Irynei Bilyk, Vescovo della Diocesi di Buchach (Ucraina)

Mons. Irynei Bilyk, Vescovo della Diocesi di Buchach (Ucraina), è venuto per il suo quinto pellegrinaggio a Medjugorje dal 24 al 26 Luglio 2003.

Lui ci ha detto:

“Per la mia vita personale, come Vescovo e come credente, Medjugorje è una potenza e una grazia. In ogni passo che la Madonna è presente qui in un modo davvero speciale. La gente qui prega e sente la presenza di Dio. Nel mio paese la gente sa di questi eventi e chiedono sempre Rosari da Medjugorje. A Medjugorje io vedo molti giovani che pregano e cercano Dio attraverso la Madonna e questo è segno di una nuova apertura al messaggio di Dio. Sicuramente tornerò in questo luogo di preghiera perché qui siamo tutti vicini a Gesù attraverso la Madonna. E dove c’è Gesù, c’è anche la Madonna.

Settembre 2003

Mons. Dr. Ludwig Schwarz, Vescovo ausiliare di Vienna (Austria)

Mons. Dr. Ludwig Schwarz, Vescovo ausiliare di Vienna (Austria) è venuto in visita privata a Medjugorje all’inizio di Settembre 2003.

Egli ci ha detto:

“Molti Austriaci sono venuti a Medjugorje in questi anni, molti ne parlano positivamente e con entusiasmo perché hanno sperimentato un cambiamento personale. In questo luogo di grazia della Madonna essi hanno fatto una profonda esperienza di Gesù Cristo nei Sacramenti, specialmente nella Confessione e nell’Eucaristia. Questa atmosfera di liberazione li ha colpiti. Essi parlano della pace, dell’armonia tra Dio e gli uomini e tra gli uomini. L’armonia porta la pace e il più bel frutto della pace è la gioia. Molti tornano a casa pieni di gioia. Ci sono anche opinioni scettiche su Medjugorje che dicono: attendiamo il giudizio della Chiesa.

Dal primo momento sono rimasto impressionato dai pellegrini qui, come anche dall’atmosfera di preghiera, di gioia interiore e pace che si irradia dovunque. Come dice Cristo stesso, io credo che un albero buono può essere riconosciuto dai frutti buoni.

Morendo in croce Gesù Cristo ci ha dato in eredità la propria Madre. Maria, Madre di Dio, è la nostra Madre celeste che ci ama come ha amato il suo Divin Figlio. Il Concilio Vaticano II dice che la Beata Vergine Maria, dopo la sua Assunzione, rimane vicina ai suoi figli, li aiuta e li guida. Ecco perché qui c’è la possibilità delle apparizioni della Madre di Dio. Sappiamo che la Chiesa ha riconosciuto le apparizioni a La Salette, a Lourdes e a Fatima. La Madre di Dio è il modello della Chiesa. Lei ci ama, Lei ama i suoi figli e Lei ci guida alla Salvezza, a Gesù Cristo. “Per Mariam ad Jesum”. I suoi temi più importanti a Lourdes e a Fatima, che ritroviamo anche qui a Medjugorje, sono la preghiera, l’Eucaristia, la penitenza, la conversione, il Sacramento della Riconciliazione, l’impegno a favore della pace. Queste sono le intenzioni che troviamo anche nella Scrittura, le intenzioni di Gesù”.

Mons. Hermann Raich, Vescovo di Wabag (Papua Nuova Guinea)

Mons. Hermann Raich, Vescovo di Wabag (Papua Nuova Guinea), è venuto in visita privata a Medjugorje all’inizio di Settembre 2003.

Ci ha detto:

“Questa è la mia seconda venuta a Medjugorje. Sono stato qui due anni fa. Avevo promesso di ritornare e sono felice di poterlo fare realmente!

A Medjugorje le persone vivono in un’atmosfera di preghiera e silenzio. Questo è davvero positivo. Essi pregano molto, si confessano, la Celebrazione Eucaristica è meravigliosa e viva, cosa che non succede dappertutto.

Io vorrei dire: guardate i frutti! I frutti mostrano la qualità dell’albero. I frutti che io vedo e sperimento, che ho sentito, sono così positivi e convincenti che io sono personalmente convinto che la Madonna è al lavoro qui, che appare. I veggenti sono così autentici; io li ammiro per come hanno saputo portare questa cosa per lungo tempo. Mi impressiona l’atmosfera che regna qui. Io ho avuto l’occasione di parlare una volta con la veggente Marija a Vienna. Ci siamo capiti molto bene. Io le ho detto che in Nuova Guinea abbiamo iniziato a conoscere i messaggi della Madonna e che vogliamo seguirli e viverli.

Io darei una raccomandazione generale: essere aperti a ciò che i messaggi annunciano e a ciò che dice la Sacra Scrittura; i messaggi non dicono nulla di nuovo. Essi mantengono e sottolineano ciò che è già scritto nella Sacra Scrittura. Nei suoi messaggi la Madonna parla spesso della Santità. “Decidetevi per la Santità”. Non è così facile, ma è la chiamata di Cristo stesso. Lui dice: “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”. L’Apostolo Paolo dice: “Questa è la volontà di Dio: la vostra Santificazione”. La spinta alla Santità è una chiamata per ciascuno di noi”.

Mons. Donal McKeown, vescovo ausiliare of Down e Connor (Irlanda)

Mons. Donal McKeown, Vescovo ausiliare di Down e Connor (Irlanda), è venuto in visita privata a Medjugorje all’inizio di Settembre 2003. Per dieci anni egli è stato direttore dei pellegrinaggi della sua Diocesi a Lourdes e al Santuario Irlandese di Knoch.

Ci ha detto:

“Dovunque nella Chiesa ci sono manifestazioni di questo tipo della sorprendente grazia di Dio. Comunque, molte di esse sono difficili da capire e la Chiesa è sempre cauta su come rispondere ad esse. C’è sempre il bisogno del discernimento da parte di tutta la famiglia della Chiesa”.

Una delle caratteristiche sorprendenti dei gruppi di pellegrini Irlandesi è che ci sono “molti uomini, giovani e adulti, e questa è proprio la popolazione che la Chiesa in Irlanda trova difficoltà a portare in Chiesa. Molti di essi dicono di aver preso droga o alcool o di aver giocato d’azzardo, o di essere stati lontani dalla Chiesa per un lungo periodo di tempo. Attraverso la grazia di Dio essi sono stati convinti di essere stati guariti qui da questi vizi. A volte una persona deve lasciare la sua casa e il suo paese per ricevere una grazia speciale.”

“In alcuni paesi sembra che la Chiesa stia diventando più piccola nei nostri tempi e a volte la tentazione dei Sacerdoti di guadare solo il “piccolo gregge”, solo coloro che rimangono. Comunque la Parola ci chiama ad allargare la nostra attenzione a coloro che si trovano ai margini e fuori dalla Chiesa. Questa espansione è cresciuta in modo molto forte attorno a Medjugorje. Tale espansione sembra essere più in linea con lo spirito del Nuovo Testamento. L’offerta del perdono e di un nuovo inizio in Gesù è una parte centrale della Buona Novella. Per di più coloro che sperimentano il perdono e la guarigione saranno le persone più in grado di perdonare e offrire la guarigione in nome di Dio.”

“Comunque, conversioni come quelle che avvengono a Medjugorje sono solo in primo passo dopo il quale i fedeli devono ricevere catechesi e supporto quando tornano a casa alla vita quotidiana. La sfida per la Chiesa locale è incorporare le esperienze vissute qui nel contesto locale”.

Mons. Abilio Ribas, Vescovo di Sao Tome e Principe

Mons. Abilio Ribas, Vescovo di Sao Tome e Principe in Africa, è venuto per la prima volta a Medjugorje nel Settembre 2003.

Ci ha detto:

“Sono venuto a conoscenza di Medjugorje soprattutto attraverso i libri. Fin dall’inizio ho seguito questi eventi con molto interesse. Ho sempre desiderato venire qui.

Io non voglio discutere la questione dell’autenticità delle apparizioni. Ho una mia idea in proposito, ma ciò che vedo e che mi colpisce è la gente che viene per pregare. Si può veramente sentire che essi sono stati toccati dallo Spirito Santo. Essi pregano molto, dovunque, tutto il tempo e questo è eccellente. Questo è veramente interessante, questo è ciò che attrae la gente e cambia il loro comportamento. Ho sentito molte testimonianze di diverse persone. Parlando di Medjugorje essi dicono: “Abbiamo davvero avuto un cambiamento!”.

So che il Vescovo locale ha delle riserve sulle apparizioni e non voglio contraddire il mio confratello. Non mi sono posto questo problema. Io vedo ciò che accade, ciò che è stato fatto, per me questo è un segno, un grande segno, ma io non voglio discutere la posizione del mio confratello di questa Diocesi.

Posso vedere che qui la gente fa grandi sacrifici. Io ho sperimentato questo come pellegrino. Se queste apparizioni si fossero verificate in un paese ricco, sono certo che ci sarebbe già una scala verso il luogo delle apparizioni per facilitare la salita! Vedo che avete lasciato i luoghi come erano originariamente e vi imploro di continuare in questo modo: che le colline in se stesse siano occasione di fare un grande sacrificio. Ho visto persone salire a piedi nudi e questo è eccezionale.

Qui le persone condividono le stesse idee e fanno sacrifici per la Chiesa. Questo comportamento può aiutare molto la Chiesa a camminare nello spirito del donarsi e la conseguenza potrà essere l’unità del mondo. Ammetto che personalmente mi sento più ricco e più forte nella mia fede.

Nei nostri tempi ci sono più apparizioni che in passato. Penso che questo sia un segno dato da una Madre che cerca i suoi figli. Le apparizioni sono segno che la gente cammina fuori dalla via di Dio. Ecco perché la Madre viene con amore e ci avverte, ci dice che noi dobbiamo veramente tornare a Dio”.

Ottobre 2003

Mons. Jesus a Cabrera, Vescovo di Alaminos (Filippine)

Mons. Jesus a Cabrera, Vescovo di Alaminos (Filippine), è stato a Medjugorje dal 15 al 17 Ottobre 2003.

Ci ha detto:

“Il pensiero ufficiale della Chiesa nelle Filippine è la stessa posizione di Roma. Medjugorje non è riconosciuto ufficialmente da Roma. Pensiamo che in questo luogo molte persone sono spinte a una vita migliore, la Chiesa non ha proibito a nessuno di venire qui e molti Filippini vengono. Possiamo vedere i buoni frutti, gli effetti su coloro che vengono qui. Non è una posizione ufficiale. Se la nostra devozione si mantiene entro limiti ragionevoli… sono molto contento quando vedo il mio popolo pregare di più. Ricevono di più la Santa Comunione, vanno a Messa, si confessano, diventano migliori… Penso che questo sia il lavoro della Madonna. Questo è ciò che conta di più. Forse noi dobbiamo attendere che avvenga un miracolo spettacolare perché la Chiesa riconosca Medjugorje! Ci sono già molti molti miracoli di grazia che accadono. Essi accadono nella vita delle persone. Credo che questo sia il segno: che essi si avvicinano a Dio.

I messaggi sono molto molto attuali e significativi per tutti noi. Io ho sempre visto la Madonna come una speciale messaggera di Gesù. Lei vuole che tutti noi, tutti siamo santi. Per questo Lei fa degli sforzi straordinari per raggiungerci, per aiutarci e per ricordarci cosa fare e come raggiungere il Regno. Questo è un segno del grande amore della Madonna per tutti noi. Questa è anche la prova che la Madonna è attivamente interessata e attiva per il nostro benessere. Lei vuole che tutti noi siamo realmente felici e abbiamo la vera pace. Ciò che tutti noi dobbiamo fare è ascoltare i messaggi, leggerli e metterli in pratica. Ricordo ciò che è scritto nel Salmo di oggi: “Se ascoltate oggi la sua voce non indurite il cuore!”. Assicurati che il tuo cuore sia recettivo ai messaggi e mettili in pratica!

Io agisco come uno strumento della Madonna. Lei è apparsa molte volte in diversi luoghi. I messaggi che Lei ha dato provengono da Dio stesso. Lei ci dice di pregare e pregare. Noi dobbiamo mettere Dio al primo posto e come la persona più importante nella nostra vita. Ecco perché dobbiamo convertirci e assicurarci che i nostri cuori, le nostre anime e tutte la nostra vita sia orientata a Dio. Spesso il nostro cuore è fisso sulle cose materiali, come i soldi, il potere e cose simili. La Madonna ci dice di fare più attenzione a ciò che Suo Figlio ci sta dicendo. La Santa Messa, la Santa Comunione, la Confessione… A essere più attenti agli altri, a fare sacrifici e opere di carità per gli altri. Credo che se ascoltiamo di più il messaggio della Madonna, e se siamo uno nell’amore di Dio e del prossimo, sperimenteremo la vera pace tra noi, non importa da quale paese veniamo perché i nostri cuori saranno disposti ad accettarci e aiutarci gli uni gli altri. Ecco come realizziamo questo, dopo tutto, siamo tutti una grande famiglia, fratelli e sorelle. Noi siamo una famiglia e abbiamo un solo Padre. Quanto è meraviglioso quando noi preghiamo sinceramente: “Padre nostro!”. Capiamo che ogni persona è un fratello e una sorella che amiamo. Questo è ciò che la Madonna desidera… Il frutto della missione della Madonna è ciascuno di noi, che diveniamo una famiglia, una Chiesa”.

Mons. Thomas L. Dupre, Vescovo di Springfield (Massachusetts, USA)

Mons. Thomas L. Dupre, Vescovo di Springfield (Massachusetts, USA), è venuto a Medjugorje alla fine di Ottobre 2003.

Egli ha detto:

“Ho sentito parlare di Medjugorje dalla gente che è venuta qui nel corso degli anni. Questa è la prima volta che vengo a Medjugorje. Sono venuto con un amico, P. Henry Dorsch, che è stato qui cinque volte negli ultimi 15 anni. Questa è la sua sesta volta. Ha parlato molte volte di Medjugorje ed è certamente un Sacerdote molto impegnato, devoto e buono. Parla sempre molto bene della sua esperienza qui a Medjugorje. Così è inutile dire che sono stato influenzato da lui come da numerose altre persone che hanno parlato della loro venuta a Medjugorje. Questo mi ha interessato e ho avuto quest’anno l’opportunità di venire qui. Sono venuto qui per vedere con i miei occhi e ascoltare con le mie orecchie e formulare poi le mie impressioni.

Sono sempre stato molto legato alle apparizioni della Madonna a Fatima fin da quando ero ragazzo. Quando avevo undici-dodici anni avevo già una forte devozione alla Madonna di Fatima. Lo sono ancora oggi e credo veramente a quella apparizione. Anche a Lourdes. Quando avevo dieci anni ho visto un film “La canzone di Bernadette” che racconta la storia di Bernadette e di Lourdes. Sono rimasto molto commosso, esso è stato molto importante per me. Queste due apparizioni sono state una gran parte della mia vita. Medjugorje è un po’ diverso perché non ha ancora ricevuto il pieno riconoscimento della Chiesa e, come molti altri, io attendo la decisione finale della Chiesa. Ma c’è una parte di me che vuole credere a queste apparizioni. Sono venuto per vedere con i miei occhi… Credo che molti meravigliosi frutti spirituali sono stati prodotti qui. Le persone, ovviamente, sono molto religiose, molto devote, molto ferventi, essi ricevono i Sacramenti, pregano molto, Penso che possiamo essere solo impressionati da ciò che vediamo.

Credo che questo è un luogo in cui le persone si riuniscono da tutto il mondo. Vengono per pregare e qui fanno esperienze molto buone. Molti sono convertiti, molti ritornano alla pratica della loro religione. Alcuni si sono convertiti alla fede Cattolica. Ho sentito parlare di guarigioni. Io non ne ho da me l’evidenza, ma ho sentito parlare di questo. Ho visto molti buone cose e questa è opera di Dio, opera dello Spirito Santo. Non c’è dubbio riguardo a ciò. Non sono nella posizione di poter dite se la Madonna appaia qui attualmente. Io non lo so… io sono aperto a questo, la mia anima è aperta, il mio cuore è aperto. Non ho una convinzione personale a riguardo, ma certamente sono aperto alla decisione della Chiesa, aspetto questa risposta!

Questa è un’esperienza della fede cristiana interamente vissuta. Le persone qui sono credenti e vivono la fede. Si può vederlo. Essa è nel loro cuore e nella loro anima. Noi siamo tutti parte della stessa famiglia: siamo tutti fratelli e sorelle. Questo è ovvio qui: tu incontri persone di tutto il mondo. Molte persone dall’Europa, ma anche persone dall’America, persone di diverse razze, bianchi e neri e chiunque qui è un fratello e una sorella, chiunque sta bene insieme agli altri, e tutti hanno la stessa fede. Tutti condividiamo insieme l’Eucaristia, condividiamo la fede in Dio e in Gesù Cristo e l’amore per la Madonna… Questa è un’ espressione della Chiesa universale, della fede che tutti condividiamo insieme. Questo è meraviglioso.

Nella mia Diocesi dirò ciò che ho detto a voi. Dirò che questa è una meravigliosa esperienza, che è una cosa buona per la gente venire qui a pregare, ad aprire le loro anime e i loro cuori, a vedere se Dio li chiama. Essi certamente guadagneranno molto spiritualmente dall’essere stati qui. Credo che essi saranno benedetti dalla loro venuta qui.

La cosa importante nell’andare in qualche luogo di pellegrinaggio, Medjugorje, Lourdes o Fatima, è il bene che fa alla nostra anima, al nostro cuore. Ci porta ad essere più uniti a Dio e alla Madonna, approfondisce la nostra fede. Questa è la cosa importante. Ci sono persone che vengono qui per ragioni personali. Hanno le loro intenzioni personali. Alcuni sono benedetti, ricevono la risposta alle loro preghiere. A volte Dio non risponde alle nostre preghiere nel modo che noi vorremmo, ma questo fa parte dell’essere Cristiani: imparare a portare la croce. Ciascuno di noi ha una croce da portare. Forse è la volontà di Dio che noi portiamo la nostra croce. Dobbiamo accettare questo. Tutto questo è parte della Volontà di Dio. Ciò che dobbiamo fare e sapere quando veniamo in un luogo come questo è che veniamo per arrenderci a Dio; noi accettiamo la sua volontà, qualunque sia. Anche se le nostre richieste personali non sono soddisfatte nel modo in cui ci aspettiamo, comunque noi siamo benedetti se la nostra fede si è approfondita, se siamo cresciuti nell’amore verso Dio e verso Sua Madre. Allora le nostre preghiere dono esaudite perché noi ripartiamo da qui come persone migliori, come Cristiani migliori. Questa è tutta la ragione per venire qui”.

Novembre 2003

Mons. Tarcisio Ziyaye, Arcivescovo di Blantyre (Malawi, Africa)

Mons. Tarcisio Ziyaye, Arcivescovo di Blantyre (Malawi, Africa), è stato a Medjugorje durante la prima settimana di Novembre 2003. Egli è venuto con P. Enoch Kanjira, suo segretario, P. Montfort Sitima, il Segretario Pastorale della Diocesi (che saranno i responsabili principali per il Santuario di Medjugorje a Malawi) e con 27 membri più impegnati del progetto del Santuario della Arcidiocesi di Blantyre, cosicché attraverso la loro visita a Roma e a Medjugorje, hanno potuto assorbire la piena spiritualità che sarà promossa nel Santuario in Malawi.

Egli ha detto:

“Sono qui per la prima volta. Sono venuto con un gruppo con cinque Sacerdoti, una religiosa e fedeli laici. Sono molto felice di essere qui.

Ho sentito parlare di Medjugorje nel 1989, quando uno di noi venne qui con quello che in quel periodo era il mio Vescovo. Ora sono più coinvolto che in passato, perché nell’Arcidiocesi di Blantyre dove risiedo ora abbiamo costruito una copia della Croce che voi avete qui sul monte Krizevac.

Vedo che questo è davvero un luogo di preghiera. Siamo davvero molto grati ai veggenti che ci ispirano. Uno di loro ha detto che l’idea di venire a Medjugorje non deve venire dalla voglia di vedere loro, ma per pregare e approfondire la nostra vita spirituale, per approfondire la nostra devozione alla Beata Vergine Maria.

Sono anche molto grato alla Parrocchia. Penso che il programma sia organizzato molto bene. Essi aiutano davvero la gente a pregare, ad andare individualmente davanti a Dio, a essere liberi, a essere in contatto con la parte interiore di se stessi. E veramente bello essere qui!

Portiamo a casa molti molti Rosari! In Malawi ci sono più di 3 milioni di Cattolici su circa 11 milioni di abitanti. Desideriamo condividere, perché la condivisione influenza la nostra fede e la fede degli altri. Credo che se mettiamo Dio al primo posto, se combattiamo contro la povertà spirituale, Dio interverrà per la povertà materiale. A volte pensiamo di poterlo fare da soli, ma è sbagliato. Lo spirito di condivisione arricchisce tutti.

Tutti noi – in Europa e in Africa – dovremmo predicare senza prediche. Dovremmo predicare con la nostra vita”.

Dicembre 2003

Il Cardinale Vinko Puljic, Arcivescovo di Vrhbosna Sarajevo (Bosnia Erzegovina) ha consegnato un riconoscimento alla Parrocchia di Medjugorje e a Radio “Mir” Medjugorje

Durante una cerimonia tenutasi l’11 Dicembre 2003 presso l’Istituto Cattolico di Teologia della Diocesi di Vrhbosna a Sarajevo, il Cardinale Vinko Puljic, Arcivescovo di Vrhbosna ha consegnato un riconoscimento alla Parrocchia di Medjugorje e a Radio “Mir” Medjugorje per la trasmissione della “Settimana dei Cattolici”.

 

Fonte: © Information Centre "Mir" Medjugorje ( www.medjugorje.hr ^ )

 


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