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I vescovi ed arcivescovi a Medjugorje ed a proposito di Medjugorje

Data: 5 settembre 2006
Categoria: Pastori della Chiesa , Medjugorje nella Chiesa

I vescovi a Medjugorje ed a proposito di Medjugorje, II

La Visita del Vescovo Tedesco

Dal 18 al 23 marzo a Medjugorje ha soggiornato Monsignor Franziskus Eisenbach, vescovo ausiliario di Mainz. Ecco le sue impressioni:

"Sono qui in veste di pellegrino. Voglio conoscere Medjugorje e pregare qui. Già da anni la seguo e la conosco ed avrei voluto venire prima, ma ho atteso un segno certo per decidere di venire a Medjugorje. Questa volta sono stato esplicitamente invitato e per questo sono venuto. La prima impressione è stata quella di una chiesa sempre piena, durante tutte le Messe, e soprattutto durante l'adorazione. E' evidente che molte persone abbiano compreso che questo è soprattutto un luogo di preghiera. Molti riferiscono che qui il loro modo di pregare migliora e che compiono un'esperienza di preghiera comune. Conosco molte persone che a Medjugorje hanno rinnovato la propria fede ed hanno imparato di nuovo a pregare. Ora anch'io ho potuto sperimentare come Medjugorje possa essere di aiuto in questo senso. La seconda esperienza, per me molto importante, è stata che a Medjugorje non ci si occupa soltanto di preghiera e la preghiera porta frutti all'uomo, soprattutto delle persone in difficoltà Vorrei ricordare in modo particolare il "Majèino selo", presso cui trovano rifugio madri con bambini, donne abbandonate ed orfani di guerra ed il tutto è collegato ad un grande asilo dove vi sono incontri tra i bambini di famiglie sane e bambini che, per i motivi più diversi, non hanno più una famiglia normale. Ho visto che qui i bambini abbandonati hanno la possibilità di imparare a vivere e questo è molto importante. Mi ha inoltre colpito in modo particolare la comunità di Suor Elvira dove i tossicodipendenti e coloro che sono dipendenti da altre forme di male trovano un luogo di rifugio e guarigione. Con loro ho celebrato la Santa Messa ed abbiamo pregato insieme al mattino. E' stato molto bello vedere con quanta forza preghino e con quale gioia celebrino la Santa Messa. Ho capito che il metodo migliore per guarire è quello di approfondire la propria fede e vivere la comunità nella preghiera e nel lavoro.

Per me è stato molto importante sentir parlare dell'iniziativa padrini-bambini, ovvero l'azione di sostegno in favore dei figli di difensori della patria morti, a cui partecipano numerose famiglie tedesche, inviando mensilmente un contributo in denaro alle famiglie sofferenti ed ai loro bambini. Questo amore concreto verso i bisognosi mi dimostra che a Medjugorje c'è un vero spirito di preghiera. L'amore verso Dio che si rivela nella preghiera ha portato dei frutti che si manifestano nella cura verso gli uomini.

Volevo inoltre comprendere meglio il fenomeno delle apparizioni e per questo motivo ho cercato di incontrare almeno una delle persone che parlano delle proprie esperienze e sostengono di vedere la Vergine. Ho incontrato una delle veggenti, ho parlato con lei e sono stato presente all'apparizione. Durante il primo incontro con Marija a casa sua, l'ho trovata in giardino a lavorare con gli stivali di gomma. E' una donna perfettamente normale, giovane e con tre figli. Parlando con lei ho compreso che è molto sveglia, sa porre delle domande e parlare delle proprie esperienze; sa distinguere bene le cose e si rende conto di quello che è bene e di quello che non lo è. Mi ha invitato a partecipare alla preghiera a casa sua, quando si prepara all'incontro con la Madonna, che dura ormai da più di 18 anni. Abbiamo pregato nella cappellina della sua casa e qui, per l'occasione, si erano riunite molte persone. Abbiamo recitato il Rosario in varie lingue ed abbiamo atteso il momento dell'apparizione. Marija ci ha avvertiti che il momento si stava avvicinando e dopo la preghiera, da lei guidata, è rimasta in silenzio. Tutti abbiamo capito che in quel momento vedeva la Vergine. Dopo l'apparizione ci ha detto che la Madonna aveva pregato per noi e ci aveva benedetti. Ancora una volta ci ha chiesto di pregare. L'incontro con Marija mi ha fatto capire che è perfettamente normale, una giovane donna, che sta con i piedi sulla terra e che si prende cura dei suoi figli. Ho visto che ha un buon rapporto con la sua famiglia e con i pellegrini. E' semplice e naturale, chiara e comprensibile quando parla delle sue esperienze. In definitiva si può dire che sia una donna alla quale si può credere, degna di fiducia e per questo non ho difficoltà nel credere a quello che dice, soprattutto in quello che vede. Per me è stata un'esperienza molto interessante e sono giunto alla conclusione che questo luogo di preghiera si fonda sull'esperienza che questi giovani hanno ricevuto in dono e che trasferiscono agli altri.

Maria viene venerata a Medjugorje come Regina della Pace. Tale appellativo e quello che Ella chiede avrebbero dovuto preparare il mondo alla spaventosa esperienza della guerra. Dieci anni dopo la prima apparizione in Croazia, Bosnia ed Erzegovina scoppiò la guerra. Medjugorje è un luogo dove si prega continuamente per la pace. Il messaggio di Medjugorje a tutto il mondo è chiaro: bisogna superare le guerre ed i conflitti con la forza dell'amore. Si ha l'impressione che Medjugorje tocchi completamente l'uomo: cuore, anima e corpo. Le preghiere ed il luogo di preghiera catturano l'uomo. Per questo motivo Medjugorje, in questo senso, porta il messaggio a tutta la Chiesa: permettere a Dio ed alla Madonna di toccarci nella nostra realtà umana e permettere a Maria di donarci il suo amore per imparare ad amare con tutto il cuore. Possiamo dunque dire che nessuno deve aver paura di Medjugorje, sebbene non sia stata ancora riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa. Qui si prega davvero in un modo che cambia l'uomo. Per questo motivo qui arriva una moltitudine di fedeli che vuole imparare a pregare. Io desidero portare questo messaggio anche in Germania perché noi tedeschi siamo più inclini al razionalismo che al sentimento. Qui viene inviato un messaggio a tutti gli uomini e di questo abbiamo realmente bisogno.

La visita del vescovo dei Caraibi

Come già preannunciatovi nel Bollettino n. 137, a febbraio è venuto in visita privata a Medjugorje Monsignor Robert Rivas. A Medjugorje arrivano numerosi pellegrini e tra di essi è sempre crescente il numero dei sacerdoti, religiosi e religiose. Naturalmente è in aumento anche il numero dei vescovi. Secondo la dichiarazione di Zara del 1991, i vescovi devono seguire gli avvenimenti di Medjugorje per sapere dove si rechino i loro fedeli. Abbiamo approfittato dell'occasione per parlare con Monsignor Robert Rivas, vescovo di St. Vincent e Grenadines nei Caraibi, che ha soggiornato a Medjugorje per una decina di giorni. Gli siamo grati per la sua disponibilità nel condividere con noi la sua testimonianza. Fra Slavko Barbaric ha parlato con il vescovo Rivas e qui di seguito riportiamo degli stralci della loro conversazione:

SB: Si presenti ai nostri lettori!

RR: Mi chiamo Robert Rivas. Sono nato nel mese di giugno 1946 a Trinidad-Tobago. A 18 anni sono entrato nell'ordine domenicano. Ho portato a termine il noviziato e gli studi teologici in Irlanda. Sono stato ordinato sacerdote nel 1971. Successivamente mi sono recato a Roma e qui ho studiato all'Angelicum, dove ho conseguito il diploma di teologia.

Poiché mi interessava molto il lavoro in radio e televisione, in Irlanda ho studiato comunicazione. Quando, dopo quasi nove anni, sono tornato a Trinidad, i miei superiori mi dissero che mi ero assentato a lungo e che dovevo riacquistare familiarità con i problemi di Trinidad. Ho lavorato per sette anni in tre comunità parrocchiali. Poi sono stato per due anni il responsabile di un servizio di comunicazione. Per dieci anni sono stato insegnante dei novizi. In quel periodo di 10 anni, per sei anni sono stato anche sacerdote degli studenti. In seguito sono stato incaricato di organizzare ed unire varie comunità domenicane nei Caraibi; all'epoca ce n'erano sei, ma non era ancora stata istituita la provincia. Ho lavorato per quattro anni in quel campo e poi sono diventato vescovo di St. Vincent, un'isola nel mar dei Caraibi.

SB: Quando e come ha sentito parlare per la prima volta di Medjugorje?

RR: A Trinidad succedono molte cose che sono legate a Medjugorje, sin dai primi giorni delle apparizioni. Alcuni pellegrini mi avevano chiesto di venire in veste di sacerdote. Nel 1988 risposi a quell'invito. Fui molto felice e soddisfatto della mia prima visita a Medjugorje, perché riscontrai un rinnovamento della fede e della vita nella fede dei pellegrini. La grazia speciale di Medjugorje è che i sacerdoti che vengono con i gruppi hanno la possibilità di operare come sacerdoti, mettendosi a disposizione per la confessione ed i colloqui. La confessione è la grazia più grande di Medjugorje. Venendo a Medjugorje i pellegrini acquisiscono prontezza nelle loro parrocchie, dal punto di vista della preghiera, della vita sacramentale e delle attività parrocchiali in genere. Proprio per tutto quello che ho potuto vedere nella gente devo dire che qui esiste una grazia speciale e che Maria è presente. Io credo davvero che la Vergine parli qui.

SB: Cosa l'ha convinta ed aiutata in modo particolare ad accettare Medjugorje?

RR: Lo ripeto: i pellegrini che qui hanno iniziato a cambiare la propria vita ed hanno scelto una vita di fede.

SB: Questa è la sua seconda volta a Medjugorje, non come sacerdote, ma come vescovo. Cosa può dirci ora?

RR: Questa volta avevo deciso di venire e di rimanere in silenzio, in "incognito". Voglio fare qui i miei esercizi spirituali e rimanere in silenzio. Tuttavia le cose non sono andate così perché i pellegrini mi hanno chiesto di confessarli ed io l'ho fatto. Ho capito che il mio ruolo di sacerdote è cambiato. Mi ha colpito profondamente l'amore dei fedeli nei confronti del vescovo. Chi ama il vescovo, ama la Chiesa. Qui lo Spirito Santo è all'opera. Qui la Vergine è all'opera. Io personalmente desidero essere sempre sotto la sua protezione. SB: Desidera raccomandare qualcosa da Meðugorje?

RR: Quello che cerco di realizzare nella mia vita è la semplicità. Credo di aver appreso la semplicità nella sofferenza del mio sacerdozio ed in me si è sviluppato un amore profondo nei confronti di Dio, della Vergine, della Chiesa ed anche una totale devozione a Cristo. Tutto quello che desidero è compiere la volontà di Dio e agire per Lui. Il mio messaggio alla comunità parrocchiale, ai veggenti, ai sacerdoti della parrocchia ed a tutti i pellegrini è quello di essere pronti a dedicare completamente la propria vita a Dio e a liberarsi per l'amore, per poter vivere il Vangelo in una totale semplicità e bellezza. Voglio che tutti riconoscano che Gesù è il Re della nostra vita. Noi cattolici dobbiamo essere pronti a mostrare al mondo la bellezza della nostra fede con l'aiuto della Madonna. Raccomando a tutti di venire a Medjugorje perché qui riscopriranno la propria fede nella Chiesa e nella Vergine e diventeranno gioiosi testimoni della lieta novella. Ed a Medjugorje la lieta novella è: Pace.

SB: Grazie per l'intervista e le promettiamo le nostre preghiere.

La Visita del Vescovo del Brasile

Dal 3 a 5 marzo è venuto in visita privata a Medjugorje Monsignor Joao E. M. Terra, vescovo ausiliario di Brasilia in Brasile. Questa è la sua seconda visita a Medjugorje.

Visite-Dichiarazioni dei Vescovi

Nel n. 129 del Press Bulletin abbiamo parlato delle visite dei vescovi che hanno soggiornato a Meðugorje alla fine di ottobre. In questo numero riferiamo anche le loro impressioni.

Dopo aver trascorso alcuni giorni a Meðugorje, Monsignor Stanislas Lukumwena del Congo, tra le altre cose, ha dichiarato: "La prima mattina del mio arrivo mi sono recato a pregare sulla Collina delle Apparizioni. Mi ha profondamente colpito perché ho incontrato molta gente che pregava con devozione e raccoglimento. Per me è stata un'esperienza importante anche il programma di preghiera serale al quale partecipa molta gente. Tante persone, provenienti da paesi diversi, che parlano lingue diverse, che pregano insieme, mi hanno fatto provare una gioia profonda ed inesprimibile. Sono venuto qui in visita privata e per questo accolgo ufficialmente la posizione la Chiesa, ma la mia esperienza personale è qualcosa di totalmente diverso. Personalmente posso dire che mi è chiaro che tutto quello che qui avviene, e soprattutto la moltitudine di persone, non possono essere interpretati in altro modo se non come una straordinaria impresa divina. Per quanto riguarda l'autenticità delle apparizioni, dobbiamo lasciare il giudizio a quelle persone che, all'interno della Chiesa, sono state chiamate proprio a questo. Personalmente prego perché il momento del riconoscimento giunga quanto prima. La Madonna ci ha sempre detto di pregare per la pace. Oggi il mondo è diviso e non ci sono né pace, né amore. Raccomando a tutti di pregare in umiltà, con tutte le proprie forze, perché la pace giunga quanto prima in mezzo agli uomini. A tutte le comunità dove non ci sono vocazioni, raccomando di venire qui e, con lo spirito che qui regna e con cui si prega, sicuramente avranno delle vocazioni. A tutti voi che vivete qui voglio dire di continuare a lavorare secondo lo spirito di S. Francesco, come fate già ora. Continuate a sperare perché giungerà il momento del riconoscimento e tutti ne gioiremo.

Msgr. Jose de Jesus Nunez Viloria, vescovo di Gayana in Venezuela è venuto insieme ad un gruppo di pellegrini ed ha soggiornato proprio come un pellegrino a Meðguorje dal 24 al 28 ottobre 1999. Ecco le sue impressioni:

"Dopo questi giorni trascorsi a Medjugorje le mie impressioni sono estremamente favorevoli. Mi è chiaro che in questo luogo c'è qualcosa di molto forte e soprannaturale. Senza questa soprannaturalità, tali avvenimenti non potrebbero avere luogo e diffondersi in tutto il mondo. So che sempre più persone arrivano da tutto il mondo e che qui pregano molto e si convertono. Questa è una grande realtà soprannaturale come i fatti stessi dimostrano. I veggenti riferiscono semplicemente quello che dice la Madonna e si tratta di appelli della Bibbia: pace, conversione, preghiera, digiuno ed i fedeli li accolgono e continuano la propria vita sulla base di tali messaggi. Ascoltando una delle veggenti mi sono reso conto che alcuni pellegrini fanno delle domande spinti dalla curiosità, ma la veggente risponde molto semplicemente: ella può dire soltanto quello che le dice la Vergine; le altre cose bisogna chiederle ai sacerdoti. La mia opinione su tutto quello che qui accade è estremamente positiva. Mi sono piaciuti particolarmente il programma di preghiera, il Rosario, la Santa Messa e l'adorazione.

E' questa la vera via della conversione.

L'unica cosa che posso dire fraternamente è che voi che lavorate qui dovete essere pazienti con le persone che arrivano. Essi giungono da lontano, non sanno molte cose e, per quanto possibile, bisogna ascoltarli ed aiutarli sempre. Ai veggenti, ai sacerdoti e ai pellegrini raccomando di accogliere Maria che oggi ci aiuta in modo particolare a giungere a Cristo, che è l'unico mediatore e Salvatore. Gesù le ha detto dalla croce: Ecco tuo figlio, ma al discepolo ha detto: Ecco tua Madre! Sono convinto che sia questo il motivo delle apparizioni che dà a Maria il diritto ed il dovere di apparire e di aiutarci ed il nostro compito è quello di accoglierla. Quello che qui si annuncia è l'essenza del Vangelo e per questo motivo dobbiamo accettarlo. Si tratta dunque di rinnovare la propria vita sulla base del Vangelo. Lo spirito di devozione e l'ardore che qui si vede servirà davvero ad una nuova evangelizzazione. Mi raccomando in modo particolare alle vostre preghiere, come a quelle dei sacerdoti e di tutto il mondo e prometto di pregare per tutti."

La penultima settimana di ottobre ha soggiornato in visita privata a Medjugorje anche Monsignor Emilio L. Bataclan, vescovo delle Filippine. Prima di partire da Medjugorje ha dichiarato quanto segue:

"Io credo che la Madonna appaia qui. Ella è madre e si preoccupa per noi. Credo che sia sempre con i suoi figli, soprattutto quando soffrono ed hanno molti problemi. Non ho difficoltà a credere che qui ci sia la Madonna perché il "sensum fidelium" (sentimento popolare) mi dice che la Vergine è qui ed anche la mia esperienza venticinquennale, prima come sacerdote e parroco ed ora come vescovo, mi aiuta a riconoscere i segni speciali della presenza di Maria qui, che si prende cura di tutti i suoi figli. Vorrei dire a tutti: Maria è una Madre che ama e vuole davvero venire in questo mondo. Ella viene e ci dice cosa fare perché si preoccupa per noi. Spero che il mondo apra il suo cuore e la sua anima alla buona Madre. Preghiamo per la grazia per tutti gli uomini, affinché il loro cuore si apra. Preghiamo gli uni per gli altri. Che Dio vi benedica."

La visita dei vescovi

Durante il mese di ottobre hanno soggiornato a Medjugorje in forma privata anche quattro vescovi: Monsignor Joseph Mugeny Sabiti e Monsignor. Christopher Kakooza giunti dall'Uganda, Monsignor Stanislas Lukumwena del Congo e Monsignor Emilio L. Bataclan delle Filippine.

In questo numero del Press Bulletin riportiamo le impressioni dei due vescovi ugandesi. Monsignor Joseph Mugeny, tra le varie cose, ha detto:

" Qui nulla è un problema. Quello che realmente accade a Medjugorje è molto significativo. Vediamo persone provenienti da tutto il mondo. L'epoca in cui viviamo è un'epoca speciale. Dio, per mezzo di questo luogo, ci dona grazie particolari. Molti credenti che hanno difficoltà con la propria fede dovrebbero venire qui, a Medjugorje. Medjugorje è un'opportunità, un privilegio, un dono speciale di Dio che, per mezzo della Beata Vergine Maria, ci aiuta. Il mondo attraversa un momento molto difficile ed è un bene che ci siano luoghi come Medjugorje. Le guerre, le lotte tra fratelli, la droga ed altre forme di dipendenza sono tutte cose brutte. Abbiamo bisogno di un luogo nel quale poter conoscere il vero amore, la vera pace e la vera fede. Non vi sono dunque inganni in quello che qui accade. Qui l'esperienza è più forte che altrove. La gente che vive qui possiede lo spirito della preghiera. Penso che chi è a capo della Chiesa debba venire qui a sperimentare questo luogo.

Ciò può aiutarci a vivere meglio ed a guidare gli altri verso il bene e verso Dio.

Ecco le impressioni di Monsignor Christopher Kakooza:

"La Beata Vergine Maria appare in molti luoghi. Sono molto importanti i suoi inviti al confronto, alla preghiera ed alla penitenza. Gli inviti della Vergine alla santità di vita, alla conversione, alla vita con Dio sono inviti con i quali possiamo guadagnarci l'eternità. Penso che la conversione e la preghiera siano messaggi che tutto il mondo deve fare propri per poter tornare a Dio. In tal modo l'uomo si apre la via che conduce all'eternità."

La visita del vescovo austriaco

Dopo aver partecipato il 19 settembre all incontro dei fedeli con il Santo Padre a Maribor (Slovenia), Monsignor Georg Eder, arcivescovo di Salisburgo, Austria, il 20 settembre venuto in visita a Medjugorje. In quest occasione, tra le altre cose, egli ha dichiarato quanto segue:

E la mia seconda volta a Medjugorje, ma in modo non ufficiale, poiché un vescovo non può venire in pellegrinaggio in questo luogo in modo ufficiale. Sono venuto a Medjugorje in giornata per motivi personali. Io credo molto in Maria a Medjugorje. In veste di vescovo ho numerosi pesi da portare e per questo motivo ci si reca lì dove si cerca e si trova aiuto. Tutti i bambini intelligenti vanno dalla mamma. Anche un vescovo ha bisogno di aiuto. All inizio di quest anno in questo luogo ho trovato un grande aiuto e spero che neppure questa volta andrò via a mani vuote.

Tutto quello che accade qui non è né sbagliato, né falso, ma è positivo. Quando si riconosce la veridicità di questi avvenimenti, cosa ne sarà di coloro che non hanno creduto. Non ci sono dubbi: quello che qui accade è buono. Qui si verifica quello che dovrebbe avvenire nella Chiesa: la preghiera, la Santa Messa, la confessione, l adorazione, la conversione, i gruppi di preghiera che nascono, le vocazioni che fioriscono. Tutto è alla luce degli avvenimenti che Maria guida e prepara per noi in vista del nuovo millennio. Gran parte di quello che accade è un qualcosa che nella Chiesa abbiamo dimenticato. Maria ci chiama e ci insegna. Della Chiesa in Austria posso dire che abbiamo dimenticato molto di tutto ciò e dobbiamo ricominciare a fare tutto quello di cui Maria parla a Medjugorje.

Dall inizio delle apparizioni sono trascorsi già 19 anni. Qui ci sono 6 veggenti. E interessante come essi siano rimasti saldi in tutto quest arco di tempo e come non si siano mai contraddetti. Questo è un vero miracolo. A Lourdes c era soltanto una veggente, a Fatima tre veggenti ed il tutto ha avuto una breve durata. Qui è completamente diverso. La Vergine non parla di quello che accade ora. Qui c è stata una guerra spaventosa. Ora mi rendo conto del fatto che questo è molto saggio: se iniziasse a parlare di quello che accade nel mondo, si correrebbe il pericolo di complicare tutto. Quando ho chiesto al veggente Ivan perché la Vergine non parli dei problemi del mondo di oggi, egli mi ha risposto semplicemente che la Madonna ci dice quello che dobbiamo fare, ovvero pregare da soli, in famiglia e all interno dei gruppi di preghiera. Anch io vedo che è proprio così. La causa della guerra e di ogni altra calamità va ricercata in noi. Quando gli uomini trovano la pace in Dio allora possono anche essere mediatori. Ecco perché Maria ha ragione. Qui gli uomini sperimentano la gioia, la pace e la serenità. Lo vedo. Sebbene ci siano molte cose negative al mondo, il modo migliore per risolverle è tendere al bene.

All inizio, devo riconoscerlo, i messaggi mi sembravano troppo semplici. Noi teologi siamo fatti così. Vorremmo qualcosa di grandioso. E stato così fino alla mia prima visita. Da allora vivo la cosa in modo diverso. Tutte le sere leggo un messaggio. La prima volta che lo leggo, mi sembra sempre molto semplice, ma quando lo rileggo una seconda volta mi rendo conto che esso ci dice in modo semplice quello di cui abbiamo bisogno. Noi vogliamo sempre i grandi capovolgimenti, cose strabilianti e dimentichiamo che tutto inizia dalle cose semplici, nel cuore di ciascuno di noi: innanzitutto la pace, la via della santità e poi la gioia. Maria è la Madre e parla in modo semplice. Molto spesso ripenso alle parole che diceva mia madre: quante volte ve lo devo dire? Eppure continuava sempre a ripetere le stesse cose per educarci. Così quello che la mamma diceva è entrato nel cuore. Mi ricordo che ci rammentava di pregare e di confessarci. Ad esempio ogni primo venerdì doveva sempre ricordarci di confessarci. Maria a Medjugorje ha scelto il modo giusto per aiutarci ed io Le sono grato di tutto.

Sono venuto molto volentieri a Mešugorje, anche se per un solo giorno, e devo riconoscere che durante questa visita ho pensato anche a me. Vi ringrazio di tutto e possa Dio benedirvi in tutto quello che fate.

 

Fonte: © Information Centre "Mir" Medjugorje ( www.medjugorje.hr ^ )

 


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