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Fede o follia?

Birmingham Post-Herald riguardo a Caritas of Birmingham

Data: 27 marzo 2010 , Originariamente pubblicato 26 marzo 2001
Categoria: Caritas di Birmingham e "A Friend of Medjugorje" Terry Colafrancesco, Alabama

Di Sara Foss, Birmingham Post-Herald

Accuse di lavaggio del cervello e riciclaggio di denaro piagano un gruppo religioso della zona da parte di alcuni membri infelici che hanno lasciato “Caritas”, creata nella Contea di Shelby da Terry Colafrancesco nel 1987 per promuovere l’esperienza di Medjugorje, il villaggio dell’Europa dell’Est dove sei giovani dichiararono di aver visto la Vergine Maria.

Oggi, “Caritas” è cresciuta fino a divenire una azienda multimilionaria, con famiglie che vi risiedono tutto l'anno, un’agenzia di viaggi che offre viaggi a Medjugorje in Bosnia-Herzegovina, una rivista del settore e persino una fattoria. Il fine del progetto “Caritas” permane invariato ed è quello di educare le persone su Medjugorje.

Ma recentemente l’organizzazione è stata bersaglio da parte di membri anziani che hanno lasciato la comunità e da altri vicini a Medjugorje. Una causa intentata in California accusa Terry Colafrancesco, presidente di “Caritas”, di aver effettuato un vero e proprio lavaggio del cervello ai membri residenti ed utilizzato i fondi raccolti dai donatori per l'acquisto di attrezzature e mezzi pesanti per fini propri.

L’azione legale, che descrive “Caritas” come una setta religiosa, è stata presentata da Phillip Kronzer, un imprenditore che ha studiato Medjugorje, e i gruppi americani che promuovono le apparizioni.

In qualunque modo venga criticato, il gruppo “Caritas” resta un gruppo leader del movimento Medjugorje che attraversa tutti gli Stati Uniti, un movimento che comunque ha delle controversie al suo interno.

I gruppi connessi a Medjugorje come “Caritas” rappresentano un ceppo fondamentalista nel mondo cattolico romano, anche se la Chiesa stessa non ha ancora riconosciuto l’autenticità delle apparizioni.

Negli ultimi due anni, diverse famiglie che un tempo vivevano a “Caritas” si sono allontanate, mettendo in discussione la leadership di Colafrancesco e i suoi princìpi. Nel 1999 e nel 2000, circa 30 membri che vi risiedevano da molto tempo hanno lasciato la Comunità. Fra questi anche 18 bambini.

Gli ex-residenti si sono lamentati per l’estenuante giornata lavorativa, la inadeguata istruzione per i bambini in età scolare presenti nella comunità e per gli assegni personali che dovevano emettere in favore di Colafrancesco.

L'ex-residente a “Caritas” Steve Littiken, di 44 anni, ha detto di aver rappresentato a Colafrancesco le sue perplessità.

Soprattutto, ha detto di avergli chiesto di lavorare duro e vivere proprio come loro.

Colafrancesco vive con sua moglie e i loro sei figli in una casa di due piani del valore di 118.400 dollari, in base alle stime del 1999, mentre gli altri residenti della comunità vivono in case mobili su ruote.

"Gli ho detto di vivere come noi", ha detto Littiken, che ha abitato a “Caritas” con la sua famiglia dal 1992 al 2000. Oggi Littiken vive in Florida con sua moglie, Anna, e con i loro sette figli in una città che vogliono mantenere non individuabile. Da parte sua, Colafrancesco si rifiuta di discutere circa le denunce degli ex-residenti o altre accuse.

Né Colafrancesco né le 40 persone circa che continuano a lavorare e vivere a “Caritas” – che in latino significa “amore” – hanno risposto a ripetute richieste di concedere interviste. Quando un giornalista ha visitato “Caritas”, un odierno residente si è rifiutato di prendere una lista di domande sulla gestione della Comunità da consegnare a Colafrancesco.

“Terry non concede interviste”, ha detto Ruth McDonald, il residente. “Terry ha sempre avuto la filosofia di non rispondere a chi dice cose cattive su di lui”, ha detto l’avvocato di Birmingham Joseph Ritchey, che si occupa delle questioni legali che riguardano “Caritas”.

“Secondo lui, se rispondesse alle critiche… darebbe credibilità a tutto ciò che si dice… Se qualcuno pensa che stia facendo un buon lavoro o no, bisogna lasciare che sia Dio a deciderlo”.

Colafrancesco ha sostanzialmente detto quanto basta in una lettera ricevuta dall’ex-residente Pat Flynn nel mese di agosto, in cui ha negato molte delle denunce fatte da Flynn circa il suo comportamento: “Io smentisco le osservazioni ed azioni”, ha scritto nella lettera. “Dico che è calunnia e crea scandalo”.

I conflitti e le divergenze di opinione sono il genere di cose che sorgono in ogni situazione in cui le persone interagiscono fianco a fianco, ha detto Ritchey, che ha rappresentato “Caritas” per 10 anni. “Ogni organizzazione ha un amministratore delegato, e non credo che Terry sia diverso”, ha detto. “La gente ha sempre da dissentire. Non credo che ci sia qualcosa di terribile che accade lì. Se ci fosse, non li avrei rappresentati”.

Il successo di “Caritas” è evidente. In poco più di un decennio, l'organizzazione è tranquillamente sbocciata come una delle più ricche organizzazioni nella Nazione che promuovono la devozione alla Vergine Maria. Una persona vicina alla comunità ha detto che “Caritas” è probabilmente uno dei cinque centri mariani più importanti al mondo.

Sostenuta principalmente da cristiani cattolici negli Stati Uniti, “Caritas” è situata nella vallata di Sterrett, una piccola cittadina della contea di Shelby, circa 20 miglia a sud di Birmingham.

L’organizzazione distribuisce informazioni su Medjugorje mediante la vendita di libri e cassette, sponsorizzando pellegrinaggi a Medjugorje e stampando una newsletter periodica che raggiunge circa 220.000 famiglie, secondo le informazioni riportate sui registri fiscali della stessa organizzazione. Nel 1999, “Caritas” ha organizzato 11 viaggi a Medjugorje per 221 pellegrini, secondo l’IRS.

Anche se la Chiesa non ha riconosciuto l’autenticità delle apparizioni, il Vaticano permette pellegrinaggi religiosi a Medjugorje. In una dichiarazione rilasciata nel 1999 da David Foley, vescovo pro-tempore della Diocesi di Birmingham, per spiegare la posizione diocesana su “Caritas”, questi ha scritto: “Dal momento che le apparizioni di Medjugorje sono ancora oggetto di indagine circa la loro autenticità da parte della Santa Sede, non posso dare alcun cenno di riconoscimento né di associazione agli eventi connessi con queste apparizioni”.

Il legame tra “Caritas” e Medjugorje è stato cementato circa un anno dopo che Colafrancesco ha creato “Caritas”, nel 1988, quando la veggente Marija Pavlovic Lunetti è venuta a Birmingham per donare un rene a suo fratello, Andrija, nell’ospedale di UAB. Durante il soggiorno di Marija Pavlovic Lunetti in Alabama, presso la casa di Colafrancesco in Bear Creek Road a Sterrett, ella ha detto di aver avuto una apparizione in una delle camere da letto. Secondo un rapporto, Marija Pavlovic Lunetti ebbe visioni della Vergine Maria in ospedale, durante la convalescenza post-operatoria.

Appena venuti a conoscenza del fatto che la veggente si trovava nella zona, i pellegrini sono accorsi da tutto il Paese, ingolfando le strade della contea di Shelby. Migliaia di persone sono state a “Caritas” il Giorno del Ringraziamento, quando Marija Pavlovic Lunetti ha affermato di vedere la Vergine Maria in un campo di 90 acri vicino all’abitazione di Colafrancesco.

Nel 1999, Marija Pavlovic Lunetti tornò a “Caritas” per una settimana di ritiro spirituale. Al momento, i membri della Caritas stimano che l’evento abbia richiamato da 20.000 a 30.000 pellegrini. Come uno dei primi gruppi di promozione di Medjugorje composto negli Stati Uniti, “Caritas” ha aiutato il collegamento tra Medjugorje e gli Stati Uniti, ha detto Michael Murphy, professore di Antropologia alla Università dell’Alabama, specializzato in apparizioni.

“Caritas” è stata determinante nel fornire l'infrastruttura per i pellegrinaggi a Medjugorje dagli Stati Uniti”, ha detto.

Anche se non c’è una organizzazione-madre che sovrintende tali gruppi, “Caritas” è ben nota tra le altre organizzazioni che condividono lo stesso scopo sociale. “In tutto il mondo, credo che la gente conosca “Caritas”, ha detto Charlie Toye, direttore del “Send Your Spirit Medjugorje Center in Reading”. “Certamente chiunque sia coinvolto in Medjugorje conoscerebbe “Caritas”. Sono molto rispettati”.

Ma gli ex-residenti a “Caritas” credono che Colafrancesco sia riuscito a ingannare molti cattolici in buona-fede. “Non c’è alcun nesso tra “Caritas” e Medjugorje”, ha dichiarato Mike O'Neill, 62 anni, un nativo dell'Ohio che ha abitato a “Caritas” dal 1991 al 1999. “Questo ragazzo sta usando Medjugorje per fare soldi”.

Flynn, che ora vive nel Michigan con sua moglie e sette figli, ha estratti-conto bancari che mostrano che egli ha versato più di 45 mila dollari in assegni in favore di Colafrancesco nel corso di diversi anni.

Flynn e Littiken hanno detto che molti altri residenti, di tanto in tanto, ricevono assegni in loro favore da “Caritas” di Birmingham, da depositare sui loro conti correnti. Essi riferiscono che dopo il deposito, vengono contattati da un residente di alto rango di “Caritas” al fine di emettere un assegno, di solito della stessa somma che avevano ricevuto, in favore di Colafrancesco.

“Le prime volte che l’abbiamo fatto, ci hanno detto che era per l’imposta sugli immobili che doveva essere versata sul territorio”, ha detto Flynn, 41 anni. “(Ci fu detto che), poiché “Caritas” utilizzava la terra di tutti, era giusto fare così, dato che Terry non pagava le tasse di proprietà di tasca propria”.

Flynn ha aggiunto: “alla fine, non è stato fornito alcun motivo per cui era necessario emettere gli assegni in favore di Colafrancesco. Ci dissero anche che la pratica fosse legale”.

Flynn ha anche detto che lui e altri residenti hanno versato ciascuno un assegno diversi giorni prima del Capodanno del 1999, quando i timori del baco del pre-millennio erano altissimi. Vennero istruiti a cambiare gli assegni e portare i soldi contanti ad uno dei membri di alto rango di “Caritas”, ha detto.

Gli dissero che dovevano fare questo perché “Caritas” aveva bisogno di ritirare il denaro dalla banca nel caso in cui l’economia fosse crollata alla mezzanotte, racconta Flynn. Dal suo estratto conto bancario a partire dal gennaio 2000 risulta che il 28 dicembre egli ha depositato un assegno da 10 mila dollari emesso da “Caritas” e quindi incassato un assegno dello stesso importo il successivo 31 dicembre. Dopo aver incassato l’assegno, Flynn ha detto che ha portato il denaro contante a “Caritas”. Ritchey ha detto di non poter commentare le dichiarazioni rilasciate da Flynn a proposito di tali assegni.

“Caritas” ha un consiglio di amministrazione, ma è composto solo da Colafrancesco e Sam Gagliano, residente a Birmingham. Gagliano ha rifiutato di essere citato per questo articolo.

“Decisioni di un consiglio di amministrazione composto da meno di tre persone non rispettano le norme per le società senza fini di lucro stabilite dal Philantropic Advisory Service”, un organo di sorveglianza sulla carità nazionale, ha detto Bennett Weiner, vice presidente di detto ente con sede ad Arlington, in Virginia.

Le grandi associazioni di beneficienza dovrebbero avere grandi consigli di amministrazione “per garantire che la carità sia effettuata correttamente. È un dato comune”. Di “Caritas”, Weiner ha detto, “Mi auguro fortemente che vogliano espandere il loro consiglio”. Rirchey ha detto che sono alla ricerca di un terzo membro.

Gli ex-residenti non sono le uniche persone che esprimono perplessità per “Caritas”. Anche i sacerdoti francescani che vivono a Medjugorje e il ministro per i pellegrini religiosi hanno espresso preoccupazioni. In una lettera di agosto, fr. Svetozar Kraljevic ha scritto: “A nome dei sacerdoti che lavorano in parrocchia qui in Medjugorje, con i pellegrini che arrivano da tutto il mondo, esprimo la mia profonda preoccupazione per l’organizzazione chiamata “Caritas” da Birmingham, Alabama.

“Sembra che l’organizzazione non segua la buona pratica della disciplina della Chiesa, nonché la disciplina dei suoi membri per quanto riguarda i modi in cui è organizzata al suo interno. Temiamo che ci possano essere elementi di mancanza di rispetto per le relazioni familiari, di rispetto reciproco, di rispetto per l’autorità della chiesa, di rispetto per le famiglie in base alla loro provenienza, di rispetto dei beni delle famiglie che ci sono ora e di quelli che hanno lasciato alla comunità quelli che ne hanno fatto parte”.

Fr. Svetozar ha detto che la lettera era una risposta generale ai reclami che aveva sentito in proposito di “Caritas”.

La lettera di fr. Svetozar non è stata la prima scritta da un sacerdote di Medjugorje per esprimere perplessità in merito a “Caritas”.

La giovane organizzazione fu già motivo di preoccupazione per i sacerdoti di Medjugorje nel 1990, quando fr. Leonard Orec, parroco di Medjugorje, scrisse una lettera a Raymond Boland, vescovo pro-tempore della Diocesi di Birmingham.

Nella lettera, Orec scrisse a Boland che Colafrancesco con un suo amico, tale Cyril Auboyneau, un membro di origine francese che svolgeva anche servizio come traduttore per i veggenti, si erano presentati come rappresentanti di Medjugorje, nella diocesi di Birmingham.

Orec scrisse: “In tal proposito, desidero informarLa che non abbiamo niente a che fare con loro e li abbiamo invitati ufficialmente a cessare la loro attività. Pertanto se dovessero proseguire in questo modo di agire, lo fanno di propria iniziativa e a titolo personale”.

Inoltre, preoccupati per “Caritas”, sono i genitori ei fratelli di alcuni tra i giovani che continuano a vivere lì.

Ed e Patsy Locks di Jacksonville, in Florida, hanno tre figli che vivono a “Caritas”, Greg, Jenny e Erin, rispettivamente di 32, 25, e 22 anni. Patsy Locks ha detto di non aver ricevuto più alcuna telefonata e che si rifiutano di vedere sia lei sia suo marito.

Gail McCausland di Memphis ha detto che ogni volta che è andata a “Caritas” per visitare i suoi due ragazzi, uno dei quali ha lasciato Caritas, ha constatato che difficilmente avevano notizia del fatto che lei fosse andata lì. “Stanno lavorando e sarebbero come degli sconosciuti”, ha detto. “É stato così difficile da affrontare, perché noi eravamo molto uniti. Erano persone diverse”. Da quando ha lasciato la comunità, il figlio ventisettenne di McCausland, Toby O'Byrnes, si è sottoposto ad un programma di terapia alla Wellspring Retreat & Resource Center di Albany, Ohio, l’unica struttura della nazione per il recupero delle vittime delle sette religiose. Ma la figlia di 29 anni, Shannon O'Byrnes, vive ancora a “Caritas” e non risponde alle telefonate, come riferisce la McCausland. Toby O'Byrnes non ha rilasciato dichiarazioni.

Anche se David Foley, vescovo alla Diocesi di Birmingham, non ha risposto alle telefonate con richiesta di commenti su “Caritas”, ha incontrato i parenti dei residenti e degli ex-residenti in ottobre.

In passato, la diocesi ha preso le distanze da “Caritas”. In primis, nella dichiarazione del vescovo diocesano Raymond Boland del 1991 sulla “Caritas”, la posizione è stata così delineata: “Caritas” non ha assolutamente alcun legame con la diocesi di Birmingham. Non vi è alcun legame canonico”.

In una lettera che Ed Locks ha ricevuto nel mese di gennaio, il cardinale di Roma S.E. James Stafford Frances, ha espresso preoccupazione per le famiglie che hanno figli nella Comunità “Caritas”. Egli ha anche detto che “Caritas” non ha alcuna possibilità di essere riconosciuta come associazione di laici all’interno della Chiesa Cattolica Romana.

“Le apparizioni ai veggenti di Medjugorje non hanno ricevuto alcun riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa Cattolica”, scrive il cardinale Stafford. “Sono ancora in fase di studio. Questa realtà non riduce la terribile angoscia che tu e Patsy provate per i vostri tre figli. Ciò mette in risalto la follia di dare così tanto della loro preziosa vita per un fenomeno che non è ancora stato approvato e in un gruppo che non ha neanche chiesto il riconoscimento formale della Chiesa”.

Il nucleo principale di “Caritas” si trova lungo una breve strada intitolata a Maria Regina della Pace. Dall’altra parte della strada, le mucche pascolano sul campo dove, nel 1988, la Lunetti ha detto di aver avuto una apparizione vicino un alto pino che vi si trova ancora, protetto da una recinzione di ferro.

A diversi metri di distanza, via è una statua della Vergine Maria in cima ad un mucchio di pietre rossastre, che ricorda il terreno roccioso di Medjugorje. Oggi, i residenti di “Caritas” utilizzano il campo per il gruppo di preghiera e, di tanto in tanto i credenti al fenomeno Medjugorje vi si fermano per lasciare fiori sull’altare.

Dal campo, attraverso gli alberi, è visibile la casa di Colafrancesco. “Caritas” si estende per circa 168 ettari, di cui 144, del valore di più di 500.000 dollari, sono di proprietà di Colafrancesco, secondo i registri della Contea . Nel 1998, Colafrancesco ha detto alla Associated Press che tutta la terra è per “Caritas” e che non aveva ancora ultimato le operazioni di trascrizione negli atti. Nell’articolo ha detto, “Se la intesto verso il no profit, il governo federale potrebbe intervenire in cinque anni ... e cercare di cambiare il nostro modo di operare”.

Diversi edifici sono situati nel nucleo principale, il più imponente dei quali è il “Tabernacolo dei messaggi della Madonna” da due milioni di dollari, un edificio in pietra e legno contenente una zona di culto, statue, uffici e una tipografia. Accanto al tabernacolo si trova il negozio di souvenir. In lontananza, cinque o sei case mobili ove risiedono le famiglie e gli adulti “single” che vivono a “Caritas”, punteggiando il paesaggio.

Gli ex-residenti dicono che gran parte delle donazioni fatte a “Caritas” sono state utilizzate per l’acquisto di costose attrezzature per la proprietà. I vicini e gli ex—residenti dicono che un sacco di mezzi pesanti è stato acquistato negli ultimi due anni. Secondo loro, l'inventario, comprende una segheria, un rimorchio per trattori, un Caterpillar e rimorchi per cavalli.

“Caritas” possiede anche terreni a Medjugorje, e negli ultimi anni vi ha costruito una casa di missione. Le fonti riferiscono che il gruppo usa quella casa durante i viaggi a Medjugorje.

A “Caritas”, non ci sono televisioni o giornali. La giornata lavorativa inizia prima dell’alba. I residenti si riuniscono insieme nel campo per recitare il Rosario alle 5 del mattino. La giornata è intervallata da diverse pause di preghiera, di cui l’ultima di solito tra le 20 e le 21. Il riposo notturno in media, è di circa sei ore.

“Ci trovavamo ad essere continuamente oberati da troppo lavoro”, ha detto Flynn. “La mancanza di sonno, potrebbe condurti alla follia. Il morale era basso”. Durante il giorno, gli uomini di solito si occupavano di vari progetti di costruzione, mentre le donne erano incaricate dei lavori in cucina o in ufficio.

In una lettera scritta ad un amico diversi mesi dopo aver lasciato “Caritas”, Littiken ha descritto le condizioni di lavoro a “Caritas”: “La gente ha lavorato fino a quando non è letteralmente crollata. Anche i ragazzi più grandi erano costretti a lavorare fino a tarda notte. Una volta Adamo, mio figlio, è caduto dal secondo piano. È stato un miracolo che non si sia fatto male; era caduto sulla terra dura e accanto a lui c’erano due pezzi di tondo per cemento armato con delle sporgenze”.

Secondo le registrazioni IRS, nel 1999 “Caritas” ha speso 41.678 dollari per pagare i funzionari e i direttori e altri 186.978 dollari per altri stipendi e salari. Nel 1999 Colafrancesco ha guadagnato 32.257 dollari per il suo lavoro come presidente.

La struttura di “Caritas” è simile a quella di un ordine religioso, ha detto Ritchey, avvocato di “Caritas” e, come tale, ci sono delle aspettative interne. La partecipazione a tutta la missione è come la partecipazione ad una comunità religiosa, ha detto, e comporta sacrifici.

“Sono assolutamente sicuro che stiano facendo la cosa giusta e prendendo le decisioni giuste”, ha detto Ritchey. “Penso che sia una missione positiva, e che siano brave persone”.

 

Fonte: Caritas of Birmingham - Rick Ross ( www.rickross.com/groups/caritas.html ^ )

 


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