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Testimonianza di Ruth

Data: 20 marzo 2010 , Originariamente pubblicato giugno, 2000
Categoria: Testimonianze

Ruth proveniva da una famiglia atea e, all’età di 28 anni non sapeva ancora niente di Dio. Un giorno, Dio le si rivelò ed ella visse una profonda conversione. Fu battezzata durante la Veglia Pasquale di questo Grande Giubileo, dopo 18 mesi di catecumenato nei quali Medjugorje ha giocato un ruolo decisivo.

Per il suo battesimo, aveva invitato i suoi amici, alcuni dei quali, venivano da lontano. Ci teneva molto ad alloggiarli e a coprire le spese del loro soggiorno, in pratica, voleva che fosse un invito al 100%. Ma mancavano i soldi! Ruth si mise allora a pregare la Santa Vergine che aveva detto a Medjugorje: “Nella preghiera, saprete cosa fare”. Ruth ricevette nel suo cuore l’ispirazione a non tenere un conto dettagliato delle spese per il suo battesimo. I suoi amici avrebbero dunque approfittato appieno con lei di questo periodo, nella gioia pasquale.

Nei giorni successivi crebbe in lei l’angoscia poiché un’interdizione bancaria si profilava all’orizzonte. Nel suo affanno, Ruth si rivolse nuovamente a Maria e percepì chiaramente queste parole nel profondo del proprio cuore: “Chiedi a tuo padre!”. Non riusciva più a pregare senza che queste parole salissero dal più profondo del suo essere con insistenza: “Chiedi a tuo padre!”. Ma questa proposta non le procurava alcuna pace poiché, nel passato, aveva dovuto ricorrere ai suoi genitori per “tappare dei buchi” ed era impensabile chiedere ancora aiuto a suo padre. Aveva un bel studiare tutte le soluzioni, al suo spirito si imponevano sempre le stesse parole. Un giorno, non potendone più, si mise a piangere silenziosamente ai piedi di Maria, spiegandole che non poteva assolutamente chiedere aiuto a suo padre e che quella porta era quindi chiusa. Improvvisamente, dal profondo del suo cuore, si illuminò un significato del tutto evidente. Comprese ciò che Maria le aveva consigliato fin dall’inizio: “Chiedi a tuo Padre!”, cioè a Colui che era diventato suo Padre per la grazia del battesimo: “Padre nostro”! Come aveva fatto a non capirlo subito? Ruth se ne vergognò ma, allo stesso tempo esultò per aver, alla fine, compreso bene.

Allora si presentò umilmente davanti a Dio suo Padre sottoponendoGli il suo problema. Gli parlò della sua povertà e del suo niente, chiese perdono di essere stata poco previdente e Lo pregò di aiutarla come un padre aiuta il suo piccolo in difficoltà. Non appena ebbe confidato questo problema al suo Padre celeste, fu invasa da una gioia intensa e seppe di essere stata esaudita. Suo Padre aveva inteso tutto e si occupava di lei! Sapeva bene che questa fiducia non aveva certo alimentato il suo conto bancario, ciò nonostante, il suo cuore era felice e leggero come se tutto fosse già a posto.

Il giorno dopo, una sua zia la chiamò al telefono e le chiese se aveva bisogno del suo aiuto. Le precisò: “Tu sai che non ti ho mai regalato dei soldi. Andiamo, dimmelo semplicemente, di quanto hai bisogno?”. Ruth si ammutolì per lo stupore. La zia insistette, ripose la domanda. Aveva percepito nella preghiera il bisogno di Ruth? Sta di fatto che Ruth passò da lei e ricevette esattamente la somma necessaria per colmare il suo scoperto. E Ruth conclude così la sua testimonianza: “Rendo grazie a Dio e resto davvero commossa per l’umiltà di Maria che mi ha spinto a rivolgermi al Padre. Ne sono sicura: Lei ha interceduto in mio favore presso il Padre Nostro che è nei cieli, così come una madre terrena avrebbe interceduto presso il padre di un suo figlio troppo prodigo!”

 

Fonte: Children of Medjugorje ( www.childrenofmedjugorje.com ^ )

 


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